per chi ha qualcosa da dire…
Antonio Caliendo, napoletano classe 1944, vive il calcio da sempre. Ti guarda fisso negli occhi e ti dice le cose in maniera chiara e diretta. Lui, che negli anni 70 ha dato il via alla categoria dei procuratori di calcio ha tante cose da raccontare sul gioco che gli italiani amano di più.
Baggio, Dunga, Maradona, Trezeguet, Kakà , Amaurì, fino a Briatore e il QPR di Londra, raccontati dall’ ideatore del Golden Foot a Montecarlo, che arriva fino a Moggi e calciopoli, con alcuni “consigli per gli acquisti”.
Caliendo rappresenta un pezzo di storia importante per tutta la categoria. Ad “Italia 90″ aveva la procura di ben 140 dei calciatori delle varie nazionali; in finale (Argentina-Germania, 0-1, ndr.), 12 dei 22 giocatori titolari erano “suoi”.
Al di là dei numeri però c’è tanta voglia di aiutare il mondo che gli dà la voglia di fare e lavorare duro ogni giorno.
Gli chiediamo subito dell’arrivo di Jesus Datolo, appena “bloccato” dal Napoli.
Non dico che Datolo è un fuoriclasse, ma lo conosco come un ottimo calciatore che se dovesse trovare le condizioni giuste a Napoli, può fare la fortuna del club. E se lo ha preso Marino, beh, sono sicuro che ne sarà valsa la pena.
In termini di mercato, non si può non parlare del caso Kakà .
Una volta intervenuto Berlusconi, che io considero persona di intelligenza e capacità superiore alla norma, possiamo tranquillamente considerare chiusa la vicenda per quest’anno e anche per la prossima. A meno che non sia lo stesso ragazzo a chiedere il trasferimento, o il Real Madrid a fare pressione nel modo giusto.
E’ vero che al posto di Kakà avrebbero portato a Milano Ederson?
Si, e ti confermo la qualità del giocatore che non a caso avrebbe rimpiazzato un fuoriclasse come il numero 22 del Milan. Braida ha avuto diversi contatti con il Lione e mi risulta che all’allenatore, il giocatore non dispiaceva.
Visto che abbiamo aperto con il mercato, ci parla della figura del procuratore di calcio?
E’ una professionalità che sta cambiando con i tempi. Non ci sono più regole come una volta. Oggi, per fare questo lavoro, che è dispendioso e spesso non così remunerativo come la gente pensa, bisogna investire su un nome e mettere dentro tanta passione e tanta serietà . Ho la sensazione che la figura dei procuratori di calcio andrà a scomparire. C’è sempre più bisogno di consulenti esperti della materia.
Che regole si sente di consigliare ai procuratori?
Prima di tutto va impostato il lavoro su una collaborazione con il direttore generale o sportivo del club che ti contatta. Poi, lavorando con serietà e chiarezza, vivere a contatto con i club, dando loro la certezza di quello che si può offrire. Avvicinarsi ad un presidente ipotizzando fantomatiche condizioni non è professionale. “Potrei” non esiste più; si deve ragionare in termini di certezza e non di possibilità .
In questi giorni si fa un gran parlare di Amaurì. Lei ha avuto Dunga fra i suoi assistiti. Cosa sa lei della vicenda del giocatore diviso tra la maglia azzurra dell’Italia e quella verde oro del Brasile?
Conosco da sempre Carlos (Dunga) avendo un grande rapporto professionale e di amicizia ultraventennale e so per certo che non si fa influenzare da nessuno. Lui ti rispetta se tu lo rispetti. Non dico quello che farà , sicuramente Carlos sta facendo fare un percorso ben preciso ai giocatori che frequentano i campionati europei. Non mi stupisco delle sue scelte. Sa bene come fare il suo lavoro; è evidente che il suo obiettivo e vincere il campionato mondiale.
E Maradona CT dell’Argentina ?
Diego è stato il più grande di tutti. Per me è stata una gioia averlo al Golden Foot a Montecarlo, dove ha lasciato le sue impronte da migliore al mondo. Nel nuovo ruolo sta facendo bene, e farà ancora meglio. I ragazzi della squadra lo rispettano e lui rispetta loro. Cerca giocatori che facciano gruppo per puntare a grandi traguardi. Se non convoca qualcuno ha i suoi buoni motivi, probabilmente legati a regole comportamentali non scritte che gli argentini seguono sempre.
Visto che ci siamo tuffati nel suo passato, andiamo a Londra, dove lei ha vissuto l’avventura nel calcio inglese con il QPR, oggi in mano a Briatore.
Si, sono stato anche in possesso del 62% del club, insieme ad un amico. E visto che lei mi parla di passato, io le rispondo che attualmente la mia “avventura” inglese non è ancora terminata. Legalmente sono ancora in attesa di chiudere quella parentesi con la persona che attualmente appare alla guida del QPR.
Ma torniamo in Italia, dove sembra che “calciopoli” non debba mai finire.
Conosco personalmente i protagonisti e li ho visti anche in TV, parlare a Porta a Porta e Matrix .Umanamente vorrei che i Moggi uscissero pulitissimi e al più presto, da tutto quello che sono tribunali e udienze legali.
Della GEA si è detto è scritto tantissimo. Lei cosa ne pensa?
La Gea poteva essere il punto di riferimento del calcio mondiale. Quale padre non vorrebbe vedere sistemato il proprio figlio? La loro politica però non mi sembra sia stata di aiuto al calcio italiano. Pensi che io ho conosciuto personalmente Alessandro Moggi agli inizi. All’epoca ci incontrammo per ben due volte nel mio ufficio era insieme al legale Donella, gli prospettai il mio progetto di lavoro ma quando arrivò il momento di mettere nero su bianco circa una sua collaborazione con me, non l’ho più visto. Dopo alcuni giorni andò a lavorare con La Gea attuando il mio progetto con la sola variante che gli allenatori dovevano essere rappresentati da uno studio di 4 avvocati. E dire che puntavo su di lui, e mi sarebbe piaciuto guidare lui, sperando un giorno che lui potesse essere in qualche modo maestro di mio figlio. Beh, oggi me lo ritrovo protagonista con il padre ed al centro dell’attenzione in trasmissioni televisive seguitissime, condotte tra l’altro da signori giornalisti come Vespa e Mentana, senza peraltro contraddittorio di qualche procuratore di calcio.
I Moggi rappresentano gioco forza la classe dei procuratori di calcio italiani. Ma c’è verità nel luogo comune che i procuratori più potenti influenzino pesantemente il calcio italiano, penalizzando chi non rientra nelle loro “grazie”?
Precisiamo che Alessandro Moggi è un procuratore e Luciano Moggi è sempre stato un direttore di società di calcio, più volte è stato sottolineato che ci sia stato conflitto di interessi tra le due figure professionali. . Alla tua domanda rispondo citando chi ha pagato tanto, una persona onesta che ha pagato pesantemente, praticamente perdendo una fortuna: l’ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara. Per lui ho provato una grande tenerezza. Quando è andato a Porta a Porta purtroppo c’era una lista di domande che non gli sono state formulate. Quello che ha dovuto subire non ha nessuna giustificazione. Per non parlare poi del compianto Presidente Sensi che non è stato nemmeno menzionato.
Come può cambiare il calcio?
Mi auguro che Matarrese rimanga alla guida del calcio. E’ una persona intelligente, abile e un grande lavoratore. Lui, è necessario per risalire la china.
Rispettare le regole potrebbe essere anche non “indirizzare” determinati calciatori solo in alcuni ambiti, penalizzando club definiti “minori”.
Di sicuro ci sono stati del “blocchi”, in alcune trattative. A questo proposito c’è da dire che esiste tanta “vigliaccheria”, e a pagare siano i più deboli. Ma la cosa è veramente soggettiva. Importante è operare nella linearità , non c’è bisogno di evitare lo sguardo di presidenti ai quali si è consigliato un calciatore, e soprattutto non si incorre in problemi e scandali vari.
Chi vince il campionato?
L’Inter ce la può fare, ma se la Juventus regge gli potrà contendere il titolo unitamente al Milan. Stanno riprendendo quota i fuoriclasse che fino ad ora sono stati fuori per infortunio. Uno fra tutti Trezeguet, che proprio in questi giorni sarà completamente ristabilito.
La finale di Champions è a Roma. Le italiane hanno possibilità ?
L’ Inter e la Roma hanno serie possibilità . E la Roma ha un brasiliano che sta facendo benissimo perché (e si vede) sta bene a Roma. Loro rendono come si deve solo se stanno bene dove vivono.
La salutiamo con un consiglio per gli acquisti dal campionato che lei più frequenta, quello francese.
Il primo nome che mi viene in mente è Benzemà , ormai campione affermato che potrebbe tranquillamente valere 100 milioni. Uno più abbordabile da prendere subito è Kim Kallstrom, centrocampista offensivo del Lione e naturalmente Ederson.
Salvatore Siviero
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Questo Blog è realizzato per tutti quelli che hanno il coraggio di pensare e poi fare. Siamo certi che per ogni cosa esistano più verità, noi proviamo a mettere giù la nostra...
Giovanni Di Masi
Giugno 26th, 2009 alle 9:08 pm
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