edimburgo-033.JPGedimburgo-032.JPGedimburgo-025.JPG…oggigiorno si innesca una serie di emozioni, parole e poi ancora fantasie, che si fanno leggenda; emozioni guidate da gente intraprendente e estremamente capace, capaci di indurre un immenso vortice di affari. Tutto questo, e tutto quanto altro ognuno di noi è capace di generare con la propria immaginazione, lo abbiamo scoperto a pochi chilometri da Edimburgo, in Scozia. La Cappella di Rosslyn (altrimenti chiamata la Collegiate Chapel of St Matthew ) è tanta tanta storia religiosa (fondata addirittura nel 1446 da Sir William Saint Clair) che si mescola nei secoli ad elementi di massoneria, alle crociate, alla chiesa anglicana ovviamente, ma anche ad una miriade di leggende legate agli eventi (naturali e causati dall’uomo che in vita ha raso al suolo anche monumenti storici) incapaci di distruggere la cappella immersa nella campagna scozzese. E così, “Rosslyn Chapel” è arrivata fino al 2000 e ha trovato ancora gloria e popolarità mondiale dalle pagine del “Codice Da Vinci” di Dan Brown. Noi, che abbiamo amato quelle pagine intrise di mistero, dopo aver letto e riletto il libro volevamo scoprire cosa celava quella chiesa così affascinante. Siamo andati proprio lì, in Scozia, a sfidare la strada (e guidare a sinistra con il volante a destra della macchina, con un mare di rotonde ogni mezzo chilometro, o quasi, a volte è un rompicapo!), il freddo (neve, pioggia, vento e temperatura sotto lo zero…) e il mistero di una storia secolare, per vedere con i nostri occhi quanto c’è di vero e quanto invece è frutto della mente di Dan Brown. E lui, anzi il suo genio, non ci ha deluso. La Cappella è bellissima, ma sotto quelle scale riprese nel film, e ovviamente descritte nel libro, non c’è che una quasi vuota anticamera verso la campagna scozzese. Niente passaggio segreto, cripta sotterranea e botole da scoperchiare per trovare cieli stellati dipinti a protezione del Santo Graal. Niente di tutto questo e soprattutto, niente che sia accessibile. Il mistero di questa costruzione poco fuori Edimburgo rimane, perchè un uomo e la sua fantasia l’hanno costruito su di una storia vera, fatta di gesta eroiche di uomini del passato. Crociati e cavalieri sono passati da qui e tanto basta. Siamo stati lì anche noi e per adesso ne siamo soddisfatti. La delusione si mescola all’emozione di aver visitato un luogo storico. Magari ci torniamo…

Salvatore Siviero