per chi ha qualcosa da dire…
Si sono alzati all’alba e hanno messo su un bellissimo spettacolo di sport e colori. Il II° Memorial Antonio Federico, organizzato dalla Polisportiva Costiera Sorrentina e dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sant’Agnello (che nel 2007 ha festeggiato il centenario!), è andato in scena stamattina per le strade del centro cittadino. Il Sindaco di Sant’Agnello Ing. Gianmichele Orlando (insieme al Presidente del Consiglio Comunale prof. Giuseppe Gargiulo) ha dato il via alle 9 precise, ai ciclisti più piccoli (le gare erano suddivise per età, dai 7 ai 12 anni), che hanno percorso 4 giri da 400 metri intorno alla zona caratterizzata dalla sede del Comune, dalla stazione della Circumvesuviana e ovviamente della Società Operaia di Mutuo Soccorso. Uno dei personaggi storici del ciclismo italiano, il santanellese Carmine Castellano, patron per un ventennio nientemeno che del Giro d’Italia, ha fatto da gran cerimoniere ad una manifestazione che ha voluto fare anche da cassa di risonanza ai problemi dei bambini leucemici (grazie all’associazione “Gioia di vivere”), oltre che evento sportivo e ciclistico in se stesso. Buonissima la risposta di pubblico in una luminosa domenica di luglio e importante il contributo di chi, volontariamente ha prestato la sua opera per il bene della comunità. Per questo andrebbero ringraziati, oltre ovviamente alla famiglia del compianto Don Antonio Federico, il medico di corsa, il Consigliere Comunale di Sant’Agnello, dott. Antonio Coppola, la voce della giornata, Peppe Locria, il vice presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso, Enzo Guerriero, e tutti quanti da dietro le quinte si sono dati da fare per la riuscita dell’evento.
Nota a margine, ma davvero a margine, la difficoltà a stare in mezzo alla gente di un paio di genitori, che evidentemente nervosi già di loro, non hanno trovato di meglio da fare che dare un bruttissimo esempio di comportamento ai loro piccoli atleti. C’è anche questo. L’importante è evidenziare comportamenti simili e poi emarginare chi se ne rende protagonista. Come dice il mio amico Peppe Locria : “viva lo sport, viva la vita!”
Salvatore Siviero
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