per chi ha qualcosa da dire…
Ci siamo salutati da pochi minuti. L’intervista, dopo pochissime battute si è trasformata in una chiacchierata tra vecchi amici. Michela ci ha regalato il suo modo di essere con una semplicità quasi disarmante. Abbiamo parlato di tante cose. Ovviamente il discorso è cominciato con lei, una ragazza di 20 anni che si affaccia alla ribalta nazionale insieme ai suoi sogni, ma anche e soprattutto con i suoi pensieri, il suo mondo, le passioni che la proiettano nel futuro, passando (e come non farlo), per Raul Bova, che con lei ha condiviso la scena in “Scusa ma ti chiamo amore” di Moccia. Di Michela, giusto prima di salutarci, ci viene in mente una cosa: giovane, giovanissima alla ribalta con un film che ha fatto sognare milioni di giovani, riesce perfettamente a non perdere il contatto con la realtà. La leggerezza di una conversazione tutt’altro che trascendentale ci disegna così il modo di essere di una ragazza che, riuscita a far sognare tante ragazze, non ha perso la consapevolezza di dover rimanere se stessa. Solo così (e qui il nostro ed il suo pensiero convegono) potrà farsi strada nel mondo dello spettacolo.
Michela, ci parli di te?
Sono semplicemente una ragazza di 20 anni che ama recitare, andare a cavallo e suonare il pianoforte.
Sai di aver fatto sognare milioni di giovani?
Si, e mi fa piacere. E so anche di aver fatto contente le mie amiche quando ho detto loro che avrei recitato con Raul Bova. E ti dico che lui è carinissimo, dolcissimo e soprattutto sempre pronto a darti una mano. Ti aiuta sempre, e la cosa bellissima è che un ragazzo semplice come non ti aspetteresti mai da un attore così bravo e gettonato.
Tu hai citato l’equitazione. Di lui si sa che viene dal nuoto. Lo sport quindi è ben presente nei protagonisti del film più amato dai giovani. Quanto credi vi abbia aiutato nel vostro modo di essere?
(qui Michela sorride…) Credo che lo sport contribuisca a formare con valori solidi e principi che ci portiamo dietro per tutta la vita. E poi, il nuoto, ma anche l’equitazione ti danno la possibilità di essere libera. Ti mettono in una condizione di relax che ti aiuta a superare i momenti difficili, tirando fuori per qualche tempo dalla realtà.
Tu parli di realtà. Quella di Niki, la protagonista del film la conoscono davvero in tanti. Com’è la tua, quella di Michela; ragazza romana di 20 anni?
Un pò come la sua, ma con tanta riflessione in più. Lei, nel film, mostra una grande voglia di vivere e sembra non si preoccupi più di tanto di quello che può accadere. Per me non può essere così. Oggi sembra tutto facile, ma la verità è che si sale in fretta e altrettanto in fretta si può scendere. E scendere può anche voler dire cadere rovinosamente. E’ per questo che ora mi sto dedicando alla recitazione ed al pianoforte. Voglio migliorami e crescere.
Cosa c’è di diverso fra i ragazzi di oggi e quelli magari della generazione del tuo collega Raul Bova?
Chissà, forse oggi c’è più emancipazione. Ci sono più possibilità di crescere rispetto al passato, però c’è anche maggiore possibilità di sbagliare. Potrei dire che di questi tempi c’è minore ingenuità, ma allo stesso tempo, per loro, per esempio per Raul, c’è stato un modo di crescere diverso. Un modo che oggi li fa più riflessivi e molto più saggi di quanto potrebbero essere tanti ragazzi tra qualche anno.
Dello sport abbiamo parlato con il nuoto e l’equitazione. Tu cos’altro ci dici dello sport?
Che da piccola, prima di imparare ad andare a cavallo, i miei genitori mi hanno iscritta in piscina vicino casa. Il nuoto è bello, ma preferisco l’equitazione. Se poi mi parli del calcio, beh, per quello non faccio i salti di gioia, ma tengo, come il mio fidanzato, al Milan.
Ormai la chiacchierata ha preso decisamente la piega di una bella conversazione. Del resto, scambiare idee e opinioni con Michela risulta piacevolissimo, anche e soprattutto perchè lei è diretta e semplice allo stesso tempo. E condivide con noi la passione per la lettura.
Cosa stai leggendo in questi giorni?
Ho sul comodino “Paura d’amare”, e mi piace molto. Leggere per me significa tantissimo. Ho letto da “Và dove ti porta il cuore” della Tamaro, all’Alchimista, al Codice Da Vinci di Dan Brown (del quale, dice lei, dovrò leggere anche Angeli e Demoni).
A sentire il nome di Dan Brown, le opinioni hanno lasciato il posto ai dettagli di un testo che per Michela (e anche per noi) è incredibilmente geniale. Un qualcosa che attraverso la penna dell’autore è diventata una storia fatta di intrecci fantasiosi disegnata ad arte in un contesto assolutamente reale.
Cos’altro aggiungere dopo definizioni come questa? Non cambiare mai cara Michela. Il successo è meritato. Cresci con calma scegliendo i tuoi esempi sulla base dei principi che pensiamo tu abbia ben impiantati in te.
Salvatore Siviero
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