Ciao Luigi,

Innanzitutto ti saluto e ti ringrazio per l’attenzione che rivolgi a www.salvatoresiviero.com ed al nostro paese. Premesso che non sono sicuro di aver capito il tono del tuo commento (ironico, fortemente critico od altro…), ti confermo che il progetto di “Riqualificazione del Centro Storico”, che racchiude la zona di piazzetta Angri, via Diaz e la zona che una volta era arricchita dal nostro pino, è chiaramente appartenente all’Amministrazione Sagristani, che ha retto le sorti del paese per 9 anni. Scritto questo, passiamo all’unica cosa che posso esprimere con certezza: il mio personale ed opinabile pensiero sull’opera. Se riusciamo a controllare la situazione traffico, sosta e parcheggio, la zona dovrebbe risultare abbellita e molto funzionale. Tecnicamente non mi esprimo perchè ignoro il settore di competenza specifico, ma per il momento non sono convinto della fontana in piazzetta Angri. Al proposito, sono pronto per un intervista-confronto con il progettista che come ho già avuto modo di evidenziare, è persona seria e soprattutto disposta al confronto. Quasi dimenticavo il passaggio sui miei presunti amichetti e compagni di merenda. I ragazzi del Bar de Maio sono amici da sempre e lo sono anche i ragazzi del PARVA. Il chiosco che io chiamo dei desideri, a mio avviso non va fatto perchè alcuni dei miei ex colleghi politici, hanno proferito fin troppo verbo sull’argomento. Concederlo a qualcuno anzichè ad altri non sarebbe giusto se non dopo una gara d’appalto. E comunque, la mia idea è dividere lo spazio della piazza, rimessa a nuovo, in spazi uguali, a chi ne fa richiesta. Con o senza il chiosco, vorrei fosse fatta giustizia. Chiudo salutandoti. Ah, dimenticavo di dirti che secondo me, se la Penisola Sorrentina sta peggiorando è tutta colpa di quei ragazzi che senza avere la minima voglia di fare, sfruttano i soldi dei loro papà, facendo danno ad una situazione generale di gente che deve “campare” con € 1000 al mese senza avere una casa di proprietà. L’argomento è lungo, ma se vuoi lo trattiamo ancora.

Salvatore Siviero