per chi ha qualcosa da dire…
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I reds di Sir Alex Ferguson sono i re d’Europa!
Il Manchester Utd è campione d’Europa. Per la terza volta nella sua storia. Batte 7-6 ai rigori un ottimo Chelsea grazie alla parata di un Van der Sar bravissimo, ma per la verità un pò scorretto. L’errore è di Anelka, dopo che al 120’ era finita 1-1: gol di Ronaldo e Lampard. Doveva essere una grande partita. E’ andata proprio così. Ci sono stati gol, i numeri d’alta classe, i brividi da occasioni mancate, la giusta dose di agonismo. E pure tanta pioggia. Tanto equilibrio, con il Manchester che è partito e ha chiuso meglio, e il Chelsea che ha fatto la partita nella parte centrale. Colpendo pure un palo e una traversa. Sugli spalti c’è stato spettacolo di cori, da entrambe le parti, lì il pareggio non è stato battuto dai rigori. Dove sono approdate due squadre che hanno sempre e comunque cercato di vincere, l’epilogo dal dischetto è stato deciso dalla sorte e dagli episodi, non da un atteggiamento sparagnino.
L’inizio partita però è spezzettato e per nulla spettacolare. Il lampo al 26’: cross da destra, di sinistro, di Brown per Cristiano Ronaldo, che dimenticato da Essien sul secondo palo segna di testa, saltando altissimo. E’ il 42° gol stagionale del portoghese, l’ottavo in Champions League, di cui è capocannoniere. La gara si incendia. D’improvviso è bella. Al 34’ la reazione del Chelsea: sponda aerea di Drogba, Ferdinand di testa, pressato da Ballack, rischia l’autorete, Van der Sar si salva in angolo. Rovesciamento di campo: Cristiano Ronaldo veleggia sulla sinistra, sul suo cross si avventa Tevez di testa, Cech respinge, Carrick prova il tap-in arrivando a rimorchio, il portiere ceco alza sopra la traversa. Allo stadio Luzhniki cantano solo i tifosi dei Red Devils. Che si divorano l’occasione per chiudere la partita: cross da destra di Rooney, Tevez solo a centroarea fallisce la deviazione a porta spalancata. Gol sbagliato, gol subìto. Come al solito. Perché proprio allo scadere c’è un tiro velleitario di Essien da fuori area, doppio rimpallo su Vidic e Ferdinand che aggiusta la palla sul piede di Lampard, che si fa trovare al posto giusto al momento giusto. L’appoggio di interno sinistro è comodo, e vale l’1-1. Gol fortuito quanto tempestivo. Il fischio finale del primo tempo arriva poco dopo. Ora risuonano solo i cori dei tifosi dei Blues, che l’hanno scampata bella dopo 45’ in cui il Manchester, trascinato da Ronaldo - spesso imprendibile per Essien, che non è un terzino, ma è costretto a farlo contro il “cliente” più difficile - ha giocato meglio. Ma al 45’ è 1-1.
Si riparte senza cambi. La gara è di nuovo tattica, un po’ bloccata, dopo il pareggio. Il Chelsea però è più convinto, rinfrancato, dopo che se l’è vista davvero brutta. Ci prova con Essien e Ballack, invano. Ora il Manchester soffre, sempre di più. Intorno al 20’ sembra alle corde, anche se evita i colpi più dolorosi, e resta in piedi. E così nell’ultimo quarto d’ora si riscuote, e torna pericoloso con Tevez. Ma l’occasionissima è griffata Drogba, che si sveglia dal letargo e inventa un meraviglioso interno destro, palla su palo a Van der Sar battuto. Al 90’ è 1-1. Si va ai supplementari. Il Chelsea non è riuscito a capitalizzare un ottimo secondo tempo.
Nell’overtime, i tempi supplementari, ci sono nuovi attori. Giggs colleziona la 759ª presenza in maglia rossa (nessuno come lui), entra pure Kalou. Il Chelsea è sfortunato, Lampard in area azzecca un super sinistro, lo stadio trattiene il fiato. Palla sulla traversa. Dopo il palo di Drogba. Il Chelsea, come previsto, ha più gambe: sta meglio fisicamente. E insiste. Ma il Manchester è una grande squadra, con un carattere d’acciaio. Non ci sta ad andare sotto. E sfiora il vantaggio con Giggs, che ispirato da Evra colpisce a centroarea: Cech è battuto, Terry salva con un miracolo. Ferguson alla fine del primo tempo regolamentare si rivolge ai suoi tifosi: i suoi ragazzi hanno bisogno di tutto il tifo possibile. Gli ultimi assalti sono dello United, c’è persino una mischia tutti contro tutti. I nervi affiorano da entrambe le parti. E Drogba ne fa le spese: espulso per una manata a Vidic. Poi i rigori. Per la gioia dello United.
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