Il Napoli non vince il “Palio di Siena”
Aprile 27, 2008 | Autore: Salvatore | Archiviato in: Il Napoli
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Niente UEFA. Almeno per quest’anno non ci sono più speranze di agguantare la seconda competizione europea dalla porta principale. Dalla prossima partita col Torino, l’unico obiettivo del Napoli è vincere il duello con il Genoa per il possibile diritto all’Intertoto. La sfida alla squadra della città del Palio per gli azzurri era un crocevia. Da una parte la Coppa che fu del Napoli di Maradona, Ferrara e Careca e dall’altra la competizione che tantissimi calciatori odiano e cercano con la stessa passione. D’ora in poi, Lavezzi e compagni sanno quello a cui possono aspirare. L’occasione però era ghiotta. Peccato che sia finita contro il palo di Bogliacino e la scarsa incisività di una squadra solida finchè si vuole, ma spuntata prima di ogni altra cosa. Ma veniamo alla cronaca. Reja fronteggia Beretta con l’inaspettata arma di una formazione senza punteros, con Calaiò e Sosa a guardare Lavezzi spalleggiato dal talentuoso Bogliacino. Napoli crede al palcoscenico continentale ed è giusto così. Il popolo partenopeo tratta i toscani come fossero l’Inter o il Milan, affollando le scalee di Fuorigrotta con quasi 50.000 tifosi. Una delle strade del crocevia del resto è intrigante. Prenderla dopo anni tristi passati a giocare in paesini di provincia sarebbe fantastico. Vincere con il Siena, per i tifosi partenopei significa mettere sul cuscino sogni che fino all’anno scorso non trovavano posto nemmeno tra i più appassionati tra loro. Beretta lo capisce subito, appena mette piede nella bolgia del San Paolo. Il Siena però gode di una classifica tranquilla e lui dispone i suoi addirittura con un 4-3-1-2 che in attacco presenta la coppia Maccarone- Frick supportata da Kharja.
Reja risponde schierando una squadra muscolare ma spuntata. Gli ospiti, con i loro 38 punti, si permettono il lusso di una partita a viso aperto, lasciando però grandi spazi agli azzurri. Frick è francobollato da subito da un buonissimo Santacroce e dopo soli 10 minuti è costretto a scambiare la sua posizione con il compagno di reparto Maccarone. La retroguardia di Cannavaro e compagni è attenta e nei primi minuti consente solo una pretenziosa conclusione di Maccarone (al 20’) finita peraltro abbondantemente a lato dell’inoperoso Iezzo. Il Napoli, senza mai pungere veramente, tiene saldamente il pallino del gioco, arrivando al tiro con più uomini. Ci provano Mannini, Lavezzi ed anche con il volenteroso Garics, ma alla fine della prima parte, tanto giocare, contrastare e correre, poco o nulla cambia la partita. Meglio il Napoli del Siena ma dopo 45’ il marcatore rimane a zero per entrambe.
Il secondo tempo inizia con Sosa e Calaiò a bordo campo che si riscaldano. Lavezzi e Mannini sono pericolosissimi, ma il gran lavoro che fanno finisce con palloni in mezzo all’area di Manninger senza che nessuno li spinga in rete. Cannavaro e Santacroce danno la sensazione di aver preso le misure agli attaccanti di Beretta. È proprio così, ma non è il Siena che deve fare la partita. Ci deve pensare la squadra di casa ma la volontà non basta: il risultato però non cambia. Reja inserisce prima il Pampa Sosa, richiamando in panchina il capitano Montervino, autore di una prestazione sicuramente positiva e poi anche Calaiò. Tutto come prima. Gli azzurri finiscono praticamente con tre attaccanti ed un centrocampo sguarnito. Le provano tutte ma così come hanno cominciato la gara, la chiudono senza mai pungere. Un palo di Bogliacino non giustifica le velleità di tre punti in questa gara. Napoli e Siena pareggiano e chissà, forse è giusto così. UEFA in soffitta ad aspettare tempi e risultati migliori.
Le pagelle degli azzurri
Iezzo 6: Inoperoso per gran parte della gara si fa trovare pronto nelle rare occasioni che il Siena crea nei 90 minuti.
Cannavaro 6.5: Si muove bene e non soffre mai la mobilità di Frick e Maccarone. È disinvolto al punto di permettersi un disimpegno di tacco, ma alla fine incorre in una ammonizione a centro campo e dovrà saltare la trasferta di Torino.
Santacroce 6.5: Disinvolto e sistematicamente in anticipo sull’avversario di turno, ferma a dovere gli avanti senesi. In più si propone in attacco con sicurezza. Sta crescendo.
Contini 6: Ci mette la grinta giusta. La cosa piace molto al San Paolo.
Pazienza 6.5: Fa il lavoro sporco. Lo fa bene uscendo spesso dal centro del campo con la palla al piede. Grazie a lui, Hamsik e Bogliacino possono prendersi qualche libertà in più.
Montervino 6: Il capitano ci mette l’anima. È all’esordio in serie A dal primo minuto e non sfigura.
Sosa: 5.5: E’ vero che non ha occasioni limpidissime come quelle della settimana scorsa a Parma, ma il Pampa gioca quasi un intero tempo e si fa vedere ben poco.
Hamsik 6.5: Un po’ in ombra nell’avvio. La sensazione è che soffra la presenza di Bogliacino. Come gli capita sempre però, il giovano slovacco va in crescendo, garantendo il suo apporto fino alla fine.
Garics 6: Si propone spesso in attacco provando molto anche il cross. Sufficiente per l’impegno.
Mannini 6.5:Generoso come al solito, bersaglia la corsia laterale del Siena. La mancanza di un riferimento in attacco però penalizza il suo gioco.
Calaiò sv: Si fa notare solo alla fine quando fa gridare il San Paolo al rigore. Per il resto è in giudicabile.
Bogliacino 6.5: Talentuoso e furbo come pochi serve a Lavezzi tutti i palloni che gestisce. Prova a segnare ma arriva scoordinato sul pallone che Hamsik confeziona per lui.
Lavezzi 6.5: Il Pocho va a corrente alternata. Quando si libera mette in crisi la difesa del Siena. Le sue pause
Reja 6: Sorprende tutti ancora una volta. Lascia fuori Sosa e Calaiò affrontando il Siena senza attaccanti veri e propri. Il suo piano sembrerebbe essere quello di sfiancare l’avversario per poi colpirlo alla fine. Mette dentro i gladiatori Montervino e Pazienza per guardare le spalle a Bogliacino e Hamsik. Missione fallita. Ora non ci sono più dubbi: al massimo il Napoli farà l’Intertoto.
Salvatore Siviero
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