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Elezioni 2008: l’epica battaglia per il potere

Aprile 4, 2008 | Autore: Salvatore | Archiviato in: Idee e pensieri...

favole1.jpgfavole3.jpgC’era una volta un ridente paesino in un regno alle falde del Vesuvio, a cavallo tra la collina e il mare. Marinai e contadini si dividevano i compiti, come era giusto che fosse in un posto così piccolo e raccolto. Anno dopo anno aumentava il numero di quelli che sapevano leggere e scrivere.
Tanti andavano a scuola ma c’era anche chi, non sapendo ne leggere ne scrivere si ritrovava ricco e nobile per discendenza. Mentre qualcuno dei marinai studiava, qualcuno dei contadini si costruiva un castello. Nel complesso però, chi doveva comandare i giochi lo faceva indisturbato, stroncando ogni tentativo di ricerca del potere da parte di qualche marinaio o qualche contadino coraggiosi.
Un bel giorno, l’Imperatore decise che il Re doveva abdicare.
Oh perbacco!”, disse contrariato il Re.
E come facciamo sua eccellenza illustrissima e immenso padrone”, piagnucolavano i suoi fidati giullari.
Qui ci vuole una bella idea”, ribattè il Re.
Al paese non c’è nessuno come me. E nessuno di voi avrebbe quello che ha se non ci fossi stato io”.
Si, nostro padrone”, risposero genuflettendosi i nobiluomini, “ma allora come facciamo?”
Facit’ fa a me. Vuie dovete fare solo quello che vi dico io. E non vi sognate di votare quello che pensate voi. A voi ci penso io.”
Nel frattempo calava la sera. Tutti i nobili erano felici e contenti. Non pensanti, per niente liberi, ma contenti.
All’alba del nuovo giorno il Re ebbe l’idea che voleva. Convocò a corte tutti i suoi nobili e chiese loro chi volessero come nuovo Re. In una sala poco lontano aspettavano un messaggero incappucciato ed un figuro coperto da lunghe vesti bianche. Mentre da una parte si discuteva dello scettro del potere, dall’altro si difendeva lo stesso scettro.
Nella sala dei nobili venivano elargiti possedimenti e promesse, quasi a tutti. Nell’altra pure.
La battaglia poteva avere inizio. Uno scontro epico come mai si era visto in paese.
Tutti insieme e tutti contro tutti. Lo scettro era già stato promesso, ma sarebbe stato nascosto ancora per un po’ di tempo. Il potere invece era alla mercè di tutti. Non ci fu famiglia che non scese in campo.
Tu voti per chi dico io”, “devi scrivere così e basta”.
La carta con i proclami si sprecava senza soluzione di continuità.
Giorno dopo giorno cadevano alberi e sogni come mosche. La libertà di decidere era diventata merce rara e privilegio di pochi.
Tu non ti preoccupare, a te ci penso io”. Per ogni volta che questa frase veniva pronunciata moriva un pezzettino di libertà.
Qualche cuore impavido provava a ribellarsi ma alla fine veniva sopraffatto dai poveri schiavi mentali che affollavano il paese. Il più impavido di tutti fu ferito a morte ma conservò la sua libertà.
La conservò per anni, mentre il paese veniva via via distrutto dalla smania di potere dei nobili del Re, che nel frattempo aveva avuto un regno ancor più grande dall’Imperatore.
Lui, l’impavido, la conservò con lucida rabbia fino a che ebbe l’occasione di tornare.
Riunì tutte le famiglie che ancora lo avevano in grazia e organizzò la battaglia contro ognuno di quei nobili poveri di libertà, ma ricchissimi di denari e terre. Li distrusse uno ad uno tutti quanti, senza torcere loro nemmeno un capello. Erano già morti dentro, schiavi e incapaci di pensare. Bastò privarli della loro sicurezza, e dei punti fermi che il Re aveva donato loro negli anni. Tornarono ad essere il popolo. Si rimboccarono le maniche e lavorarono insieme a tutti nel paese della gente che “pensa quello dice e dice quello che pensa”.
Tutto era cominciato con l’epica battaglia del 2008…

Salvatore Siviero

xygoxen

2 persone hanno lasciato un commento

Caro Paki,
Non esiste alcun problema a pubblicare commenti. Non so perchè, ma non ho ricevuto il commento di cui parlo. Se lo rimandi lo pubblico subito. La gente libera (mentalmente) è sempre benvenuta su questo blog.
Salvatore

scritto da Salvatore il 04 Aprile 2008 - 3:10 pm | Visita il collegamento

brutto pomeriggio. 3-0 a Catania. Gioie e dolori questo napoli, ma va bene comunque.
Altra storia: il traffico a S.Agnello nelle ultime settimane è più scorrevole…. un Signore molto Vigile, in divisa da Vigile nella sua macchina bianca non presidia più il Corso Italia, intento come è alla ricerca di voti in ogni angolo del paese…. purtropppo dalla prossima settimana nuovi ingorghi ci aspettano. Grazie per l’ospitalità. Roberto

scritto da roberto il 06 Aprile 2008 - 8:38 pm

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