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Salve a tutti e un saluto a Giovanni, che a differenza di altri che scrivono su www.salvatoresiviero.com, ho la fortuna di conoscere personalmente.

Nella speranza di conoscere tutti quanti di persona (anche se sta diventando una community piuttosto ampia…), ecco alcune considerazioni personali in risposta a quelle avanzate a me.

Cominciamo dal nodo “grosso”, la poltitica nazionale. Ho dei problemi a capirla.

Non riesco a definire la sinistra e la destra. Non saprei chi appoggiare.

C’è gente che un giorno è di qua e l’altro di là. A differenza quindi di chi voterà in bianco, io darò la preferenza all’amico che mi ispira piu’ simpatia.

Che brutto vedere annullate individualità e intere famiglie dietro una promessa che forse mai sarà mantenuta! Che bello sarebbe trovare qualche centinaio di persone che votano secondo quello che pensano veramente. Utopia? Forse si. Follia? Perchè no.

Ma anche speranza che non deve mancare mai. Come non mancava mai (insieme ad una buona dose di sicurezza anche arroganza) all’amico che abbiamo pescato dalla storia: Diogene di Sinope.

Saggio vissuto ad Atene tra il 413 ed il 323 a.C., è passato alla storia per il suo atteggiamento sprezzante e irriverente. La leggenda vuole che abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna, a sua detta, per cercare l’uomo. L’unica cosa che possedeva era un mantello logoro e una ciotola per bere. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all’ombra degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato, sempre alla ricerca della semplicità. Professava l’insegnamento ultimo della vita di Socrate: la ricerca dell’essenziale. Gli bastava vivere, e nient’altro. Si narra che avendo visto un cane abbeverarsi direttamente da una pozzanghera, gettò via anche la ciotola che possedeva, perché si era reso conto che non era più necessaria.

Questo e molti altri aneddoti sono stati tramandati sul suo conto, ma il piu’ significativo (almeno per me che scrivo queste righe) si ricollega alla leggendaria visita che gli recò Alessandro Magno. Trovatolo disteso per terra, il conquistatore dell’Asia gli domandò di cosa avesse bisogno. Avrebbe esaudito qualsiasi suo desiderio. Diogene gli rispose laconicamente di spostarsi perché gli faceva ombra.  Alessandro Magno ricevette una risposta così. Perchè qualcun’ altro che si crede onnipotente non dovrebbe riceverla qui a Sant’Agnello?

Caro Giovanni. Che dirti su alcuni colleghi che permettono al “loro” Alessandro Magno di fargli ombra…

Poveracci!

Libertà è dire quello che si pensa, pensando quello che si vuole dire.

Salvatore Siviero