Napoli (3-5-2): Iezzo; Contini, Cannavaro, Domizzi; Garics, Hamsik, Gargano, Bogliacino, Savini; Lavezzi, Zalayeta. All. Reja

Palermo (4-4-2): Fontana; Zaccardo, Biava, Barzagli, Capuano; Diana, Simplicio, G.Tedesco, Caserta; Brienza, Cavani. All. Colantuono

Arbitro: Rosetti di Torino (Tonolini-Foschetti).

Palermo: Napoli e Palermo si ritrovano in campionato dopo 35 anni quasi esatti.
Era il 27 novembre 1972 quando i 18.000 dello stadio palermitano salutavano entusiasti la vittoria del Palermo con una rete di tale Ballabio (dopo appena 10’ di gioco), che sarebbe poi volato via dall’Italia e dal calcio per diventare missionario.
Ebbene sfidiamo chiunque fosse in grado di ricordare quel match vissuto in Sicilia, a regalarci il pensiero che sarebbero dovuti passare così tanti anni, per rivedere la sfida tra le “regine del sud”.
Allora la Tv era a colori, i Russi e gli Americani non vivevano rapporti idilliaci e a Napoli ancora non era arrivato Maradona.
Oggi tutto sembra diverso. Il mondo e soprattutto il calcio sono tutt’altra cosa.
Lo stadio “La Favorita” si chiama “Renzo Barbera” e ospita una società di livello europeo.
Napoli e Palermo sono due belle realtà del panorama nazionale e si affrontano a viso aperto.
La partita è vivace e gli ospiti sembrano non avere alcun timore reverenziale nei confronti dei più esperti avversari.
Hamsik chiede palla in continuazione e non ha paura a tirare da lontano.
Gargano gli copre le spalle ma è costretto a correre più del dovuto per la strana prestazione di Zalayeta. Il Palermo arranca per la prima mezz’ora ma arriva comunque al tiro con Cavani (16’, Iezzo è attento e para a terra sulla sua sinistra) e soprattutto Brienza che prima colpisce il palo (21’) e poi costringe il portiere napoletano ad una super parata alla fine della prima frazione di gioco. Gli azzurri però non sono da meno e creano almeno 4 palle-gol con due grandi interventi di Fontana che al 10’ ed al 40’ nega la gioia del gol a Lavezzi.
I minuti finali sono scoppiettanti e ricchi di capovolgimenti di fronte. Le squadre ormai lunghe e spregiudicate cercano la rete che però non arriva: il primo tempo, molto bello, si chiude 0-0.
La ripresa ripropone gli stessi schieramenti e dalle prime battute si capisce che entrambe le formazioni proveranno a vincere. E la prova arriva subito: anzi sono due, come le reti che Napoli e Palermo marcano con azioni simili. E’ il 9’ quando Lavezzi imbecca Bogliacino in mezzo all’area, che si tuffa e realizza il vantaggio partenopeo con una traiettoria imparabile per il pur bravo Fontana. Colantuono corre ai ripari e mette dentro Pisano per Capuano. E’ proprio lo stesso nuovo entrato a confezionare il cross che taglia in due la difesa del Napoli e arriva sui piedi del liberissimo Tedesco (Bogliacino era temporaneamente fuori per infortunio) e insacca alle spalle di Iezzo.
Il match ora vive di continui capovolgimenti di fronte. La volta dei “rosanero” è quella buona al 22’: Brienza dalla bandierina del calcio d’angolo accomoda un pallone nell’area piccola di Iezzo che sta a guardare Tedesco che fa doppietta!
Al 29’ entra Calaiò, palermitano doc, alla ricerca di una prestazione che lo riabiliti agli occhi dei tifosi sotto il Vesuvio.
Un minuto dopo Rosetti vede (bontà sua) un fallo di mani in area di Garics e indica il dischetto. Il difensore però non ha commesso fallo l’assistente di linea lo segnala al direttore di gara che cambia la sua decisione.Napoli in avanti e padroni di casa a colpire in contropiede. Al 32’ ci vuole un maestoso Domizzi per evitare che Cavani chiuda il match, praticamente a colpo sicuro poco dentro l’area di Iezzo.
Lavezzi non ci sta a perdere e spinge senza sosta nella corsia centrale.
Dai suoi piedi parte un bel tiro al 33’ che mette in difficoltà l’estremo difensore del Palermo, che rischia grosso anche un minuto dopo su una conclusione di Hamsik dall’interno dell’area.
Entra anche Sosa e subito “spizza” di testa sul cross del solito Lavezzi.
Non cambia più nulla: Palermo batte Napoli 2-1 con molti rimpianti.

Salvatore Siviero