per chi ha qualcosa da dire…
Nella domenica di Papa Benedetto XVI in Piazza del Plebiscito, a poche ore dalla scoppiettante Roma-Napoli di sabato sera, sui giornali e tra i tifosi si sprecano i superlativi per la “banda Reja.
La verità, o se vogliamo, la giusta definizione per il pirotecnico 4-4 dell’Olimpico la lasciamo ai lettori ed agli appassionati di calcio che hanno voglia di esprimerla. Rimane comunque la prova di carattere di una squadra, quella partenopea, al centro di accese discussioni sul mercato estivo, giudicato frettolosamente insufficiente in rapporto alle entrate (da SKY in giù si sono fatte cifre di decine di milioni di euro) e alle esigenze (ed i sogni ) di una piazza esplosiva e sognatrice.
“Dopo tanti anni passati nel limbo delle categorie inferiori, Napoli e il Napoli meritano qualcosa in più di un gruppo di giovanotti di belle speranze”. Questo era più o meno il leit motiv che Marino si sentiva ripetere dall’arrivo di Hamsik, Lavezzi e successivamente del furetto uruguagio Gargano.
Ebbene Marino, sabato sera nella zona mista dello stadio romano si è ripreso tutto il credito (e la soddisfazione) con gli interessi, in una partita che ha visto andare in rete ben 4 dei suoi 5 acquisti : “Stasera ho visto un grande Napoli. La nostra politica è valorizzare giovani che riteniamo capaci di crescere e diventare grandi. I giovani che avete visto stasera fanno bene al Napoli. Danno alla squadra quella imprevedibilità che ci permette prestazioni come questa contro una grandissima Roma. La giovane età però ha anche degli inconvenienti, e quindi non dobbiamo dare troppo peso agli errori che commettiamo e commetteremo. A volte sembriamo una grande squadra e stasera ne abbiamo dato prova, così come altre rimediamo figure meno belle. Reja ha preparato benissimo la partita. Non dimentichiamo che il Napoli è una neo-promossa e si è confrontato con una squadra di campioni. La prova è il fatto che per fare un punto abbiamo dovuto fare quattro gol!”
E quattro gol, in una serata indimenticabile per più di un aspetto, li ha dovuti fare anche la squadra di Spalletti (visibilmente amareggiato nel dopo partita, ndr.), per quel punticino che la fa ritrovare a ben cinque punti dalla capolista Inter, a sua volta vittoriosa di misura a Reggio Calabria.
Ma facciamo un passo indietro, fino all’immediato pre-partita. Per motivi di ordine pubblico (cosiddetto livello di rischio 4), i tifosi del Napoli sono costretti alla TV, e così tutti i romanisti non abbonati. Lo Stadio Olimpico è letteralmente presidiato dagli efficientissimi steward che garantiscono il filtraggio sicuro fino al posto a sedere.
La polizia c’è ma deve fare ben poco. Ordine e efficienza nello stadio della capitale sono innegabili, così come è innegabile la serie interminabile di offese che i tifosi giallorossi riversano sui partenopei.
La partita però non va come vorrebbero Totti e soci, e dire che una pubblicazione locale aveva invitato a tenere d’occhio Lavezzi (per la verità temutissimo) e il Napoli, usando una foto in copertina, con Mister Spalletti che porta il dito al viso nel classico gesto di chi indica che è necessario fare molta attenzione.
Detto e non fatto, a giudicare dal fendente che Lavezzi insacca alle spalle del frastornato Curci dopo soli due minuti.
La girandola di reti decreta, come detto, un pari ed un risultato di altri tempi: 4-4!
Stizziti e un po’ ironici davanti ai giornalisti napoletani quelli della Roma.
Bruno Conti, Campione del Mondo 1982 e oggi colonna portante del settore giovanile che ha sfornato gente del calibro di Totti, De Rossi e Aquilani, passa velocemente nella mix-zone garage (perché è proprio lì che si è stati costretti a lavorare…) dello Stadio Olimpico, regalando solo uno strano “Un grande Napoli!”.
Gli fa eco Cassetti che preferisce attribuire a quattro errori della sua squadra, un risultato per il quale però riconosce al Napoli una grandissima prova di carattere.
Pizarro, inesauribile e determinante incornicia la prova degli azzurri con una frase eloquente: “ Il Napoli ogni volta che veniva giù ci faceva male!”
Altro Campione del Mondo e altra valutazione piuttosto distaccata sulla gara arriva da De Rossi: “E’ chiaro che dovevamo vincere per mantenere i nostri obiettivi. Abbiamo fatto una buona gara come l’ha fatta il Napoli. Il risultato è questo 4-4 che però ci penalizza per una serie di errori che dovevamo evitare. Pensiamo alla prossima partita. Pensiamo alla Champions League che ci aspetta.”
Il lato-Napoli è ovviamente in fibrillazione per una prova che conferma la squadra tra le più divertenti e imprevedibili della Serie A.
Cupi, romano del Napoli ha provato emozioni speciali: “ Sono romano e mai avrei pensato di giocare in Serie A, contro la Roma, all’Olimpico una partita così bella ed emozionante. In più sono in una grande, grandissima piazza. Noi, contro la Roma non abbiamo mai mollato e posso dire che il risultato è davvero molto positivo. Si poteva forse limitare il numero delle reti subite, ma mi sento di dire che con questo tipo di pallone,a volte è davvero difficile per il portiere intercettare i tiri. Il punto che portiamo a casa muove la classifica in vista di una nuova grande partita che ci aspetta al San Paolo contro la Juventus. La squadra mi è piaciuta tanto. Il Napoli ha ottimi attaccanti e affronta tutti a viso aperto.”
Anche a fine gara, tra i giganti della Roma spunta Gargano. In evidenza per costanza tra gli ultimi arrivati in casa Napoli, l’uruguagio che ad un certo punto del mercato estivo fece addirittura sbottare il dg Marino per un “tira e molla” evidentemente fastidioso, ora è tra i punti cardine di un centrocampo che “innesca” facilmente Zalayeta e Lavezzi.
Al primo gol in Serie A, il furetto della “albiceleste” nel dedicare alla fidanzata (appena arrivata in Italia) la terza delle quattro marcature del Napoli analizza così il match di sabato sera:”E’ stata una grande partita. Sono contento per il gol ma sono ancora più contento per come ha giocato la squadra. Potevamo anche vincere, ma la Roma è una grande squadra e per noi ora è tempo di pensare ad un’altra grande partita”.
Il riferimento è chiaramente alla Juventus. Per sabato sera alle 20.30 lo Stadio San Paolo sarà ragionevolmente pieno in ogni ordine di posti. Il Napoli prosegue il suo ciclo terribile e lo fa con il più classico degli avversari. Non è una gara per la quale Reja e l’ambiente avranno bisogno di stimolare la squadra. Dalla partita di Udine (0-5, ndr.), gli azzurri hanno appiccicato e poi ulteriormente cucito a doppio filo l’etichetta di squadra imprevedibile e sfrontata.
Mister Spalletti nel ventre dell’Olimpico, alla fine della partita che lo ha fatto arrabbiare non poco, ha parlato di Lavezzi e compagni come di una squadra scorbutica.
Segnare quattro reti alla seconda squadra d’Italia, alla fine di uno scontro apparso senza limiti, ha definitivamente portato gli azzurri alla ribalta. La squadra “guasta feste” della Serie A 2007-08 è senza dubbio il Napoli. Da difensivista e poco fantasioso, Reja ora passa per il direttore d’orchestra di un gruppo irriverente (verso i campioni affermati) che non molla mai.
Giocare così, “all’inglese” fa benissimo al calcio. Vincere e perdere con chiunque, divertendo sempre e comunque potrebbe essere la prerogativa di una squadra che, c’è da scommetterci, in pochi anni giocherà per traguardi importanti.
Nel frattempo, Marino docet, la parola d’ordine è crescere e stupire!
Salvatore Siviero
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