Life is now!
Settembre 22, 2007 | Autore: Salvatore | Archiviato in: Idee e pensieri...
Quando ci sono tante idee che affollano la mente, paradossalmente, capita di non trovare “l’attacco”. Eppure oggi ho voglia di scrivere e così mi “attacco” al commento lasciato sul nostro sito da “Stella”: “Congratulazioni per questo neonato sito… continua così, evviva la libertà !!! E’ come una finestra dalla quale potersi affacciare e sai cosa vedi? “IL MONDO” ; Life is now!
Questo “pezzo” quindi è per Stella (anche se ignoro la sua identità), ma invece di ringraziarla a parole (mi sembrerebbe di ripetere i siparietti di alcune trasmissioni TV…), mi sembra più giusto scriverle qualcosa.
Come per un buon “attacco” (cioè l’inizio vero e proprio dell’articolo) anche per esprimersi, può succedere di non trovare le parole giuste, o non riuscire a cogliere l’attimo in cui passa per la mente l’idea, la frase adeguata.
In una società che lamenta sempre la mancanza di tempo, vuoi vedere che anche questa semplicissima cosa, è una mera questione di tempo?
Il tempo quindi non è un riferimento solo al meteo (che in queste ore in Penisola Sorrentina è nuvoloso…), ma è anche, e soprattutto, quello che diciamo di non avere mai (che in sostanza traduciamo nella parola “stress”).
“Non ne ho nemmeno per me stesso”. Quante volte l’abbiamo sentito dire?
Ma poi, in definitiva, che cos’è questo tempo?
Sant’Agostino(nelle sue “Confessiones”) “dice”: “Se nessuno me lo chiede, lo so. Se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”
Certamente, nel mondo che chiamiamo moderno, siamo riusciti a misurarlo, ma per quanto precisi noi si possa essere, il tempo rimane qualcosa di inevitabilmente sfuggente.
È fatto di passato (qualcosa che non è più), di futuro (qualcosa che non è ancora) e di presente (attimi, a volte tanto concreti, dei quali abbiamo coscienza solo dopo che sono trascorsi), ma chissà, sembra di non sapere mai esattamente cosa sia.
Volendo uscire da un vortice filosofico che tutto sommato non mi appartiene, mi approprio di una definizione che “delimita” il tempo come una visione del mondo, una visione legata all’interiorità e al primato dell’Io.
Poi però mi capitano sotto mano una serie di note di filosofia e ci ricasco!
Newton credeva che il tempo fosse, come lo spazio, un contenitore di eventi, Leibniz dal canto suo, riteneva che, allo stesso modo dello spazio, il tempo fosse un apparato concettuale capace di descrivere le interrelazioni fra gli eventi.
Da ignorante (perché spesso ignoro, volutamente alcune cose), mi piace ricordare (per praticità e mancanza di un numero consistente di contro-argomentazioni), Einstein e la sua “relatività”. J.W.Dunne agevola il mio discorso, introducendo il concetto di percezione del tempo, distinguendo quindi in maniera decisa le persone.
“Per me la giornata è troppo corta”, dice l’amico, visibilmente stressato quando lo incontriamo all’ingresso del campo di calcetto, con il suo borsone in mano. “Il tempo non passa mai”, è la frase dell’amico operatore turistico, costretto dal lavoro a ferie forzate in attesa della stagione turistica. Questi e tanti altri esempi sono modi diversi (in questo caso, diametralmente opposti) di percepire il tempo. Di certo sono espressioni di stress e (per casi estremi) di forme di malessere.
Alla fine, la differenza sta proprio nel modo di percepire il tempo, come del resto tutte le cose.
Il rimedio per come viviamo di questi tempi è uno solo: mettere da parte qualche ora per noi stessi, e pensare con la nostra testa.
Con un po’ di relax in più, magari si potrà pensare che (come dice Stella) “Life is now”, e (aggiungiamo noi) fare qualcosa in più che allinearsi a quello che impone il facoltoso o il potente di turno…
Salvatore Siviero
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