reja.jpg Dopo Napoli-Livorno, scrivere che i ragazzi di Reja sono passati da brocchi a fenomeni sarebbe facile e esalterebbe le masse. Risulterebbe però ingeneroso per un lato ed esagerato per l’altro. Gli eccessi di noi partenopei sicuramente, in qualche modo giustificherebbero entrambi gli aggettivi, ma alla luce di tanti anni passati al buio delle categorie minori, urge riflettere e valutare per il meglio.
Napoli ed il Napoli nel terzo turno di Coppa Italia hanno dimostrato di essere da Serie A: questo è il primo dato significativo. In questo inizio di stagione, 70.000 tifosi (tanti ne ha accolti il San Paolo tra la prima di campionato e il turno di coppa con il Livorno) hanno visto tutto ed il contrario di tutto in soli 4 giorni.
Delusione ed esaltazione sono passate anche troppo velocemente per Fuorigrotta.
La verità è che gli azzurri stanno imparando il grande calcio. Cagliari e Livorno sono più o meno sul livello del Napoli ma hanno dalla loro una migliore conoscenza della categoria.
Moduli, schemi e soprattutto uomini sono da testare contro giocatori, che sanno come si ci muove nella massima serie.
Alla lue di quanto visto in coppa, Calaiò e compagni hanno pagato carissimo lo scotto dell’esordio. Clima, aspettative e tensioni varie di certo non hanno aiutato.
L’inesperienza del tecnico di sicuro avrebbe avuto il suo peso, ma Reja non la possiede ancora, e quindi è andata come è andata.
Perdere in Serie A non è un dramma; il Napoli perderà ancora, ma l’importante sarà imparare da ogni partita, perché i ragazzi in maglia azzurra hanno bisogno di esperienza sul campo.
Non sono brocchi e non sono fenomeni (ad eccezione di De Zerbi che però il fenomeno lo fa…), ma sono degnissimi del livello raggiunto, e sfruttando l’entusiasmo del San Paolo possono fare partite grintose che risulteranno fondamentali per salvare la categoria.
Per ora quindi ci sono due certezze “basilari” per costruire il Napoli vincente del prossimo futuro: che bisogna salvare la categoria (e si può fare tranquillamente) e che il pubblico partenopeo ha voglia e passione per aspettare e supportare la squadra.
Tra i “ brocchi” ed i “fenomeni” quindi, per una volta, noi napoletani faremmo bene a scegliere la via di mezzo. Sarà poco partenopeo, perché sarebbe un po’ come rinunciare agli eccessi a noi tanto cari, ma ci garantirebbe lo spettacolo del calcio che conta dalle nostre parti…

Salvatore Siviero