per chi ha qualcosa da dire…
Quando da imprenditore appassionato di calcio e tifoso (dell’Inter e del Sorrento), della squadra della Penisola Sorrentina, Antonino Castellano ha preso le redini dei rossoneri, c’era la situazione peggiore che uno sportivo possa mai immaginare. Sono passati quasi venti anni dai giorni in cui al Sorrento venne data la possibilità di ritornare a giocare al calcio, niente di meno che dal campionato di Promozione Regionale. Da allora, Castellano ha gestito la squadra con la passione che ha sempre riversato negli affari e nella politica: il risultato è che oggi, anno 2007 D.C. , i rossoneri sono tra le squadre delle C1, la terza serie assoluta del calcio italiano.
Lo slogan della campagna pubblicitaria del Sorrento in C1 nella stagione 2007-08 recita più o meno così: Sorrento 1987 – Sorrento 2007, la storia ricomincia.
La storia di cui parliamo è una storia fatta di tante vittorie ma anche di cocenti delusioni.
In 20 anni, da queste parti hanno visto praticamente di tutto. Sono passati dalla terza serie ai dilettanti per poi addirittura sparire. Ripartita dal campionato di Promozione Regionale, la squadra rosso-nera ha girato tutti i campi, portandosi addosso il fardello di una tradizione da professionisti fin troppo pesante da reggere in situazioni del genere.
Polvere, campi difficili e squadre alla ricerca della gloria di un giorno hanno però forgiato una società che oggi, 20 anni dopo, è tornata in C1.
Presidente, come è cominciato tutto?
Ero un tifoso del Sorrento ed ero come oggi appassionato di calcio. Non mi piaceva l’idea che scomparisse il calcio in città, così insieme all’amico Carlo Cuomo rilevammo un titolo di Promozione Regionale e mettemmo su una squadra con tanti giovani locali.
Non è stato facile, ma posso dire che la storia recente del Sorrento Calcio, che oggi è in terza serie nazionale, è cominciata in quei giorni così difficili di quasi un ventennio fa.
La gente di lei dice che è un personaggio semplice e spontaneo.
Sembra che Antonino Castellano non sia cambiato poi tanto da quei giorni in cui era prima dirigente e poi presidente del Sorrento.
Alla prima vittoria (dalla Promozione all’Eccellenza, ndr.) lei si disse felicissimo di essere il presidente di una società di calcio di Eccellenza.
“Beh, è vero, e come allora sono felicissimo di essere il presidente del Sorrento Calcio, e questo è indipendente dal fatto che si giochi in Eccellenza o meglio ancora in C1. Sono soddisfatto del lavoro fatto in questi anni in cui abbiamo vinto 4 Campionati, 2 Coppe Italia ed una bella serie di Campionati Giovanili, ma la cosa che mi rende orgoglioso è l’immagine che la società si è guadagnata in tutta Italia. Abbiamo rapporti con i club più importanti e attraverso il settore giovanile interagiamo con i migliori operatori del settore.
Si dice che il Settore Giovanile sia tra i suoi pensieri fissi.
Si. Cerchiamo di curare (con il direttore del settore giovanile Guglielmo Ricciardi, ndr.), ogni minimo dettaglio, per far si che i ragazzi crescano prima di tutto come uomini e poi, ovviamente come calciatori professionisti. A loro cerchiamo di dare l’educazione sportiva adeguata che un domani li aiuti a trovare posto in società, oltre che, ci auguriamo nelle migliori squadre. Solo quest’anno abbiamo ceduto Fiory e Immobile alla Juventus e Antonino Di Leva, sorrentino cresciuto nella nostra scuola calcio, alla Sampdoria (e qui sembra che il patron della Samp, Garrone , per superare la forte concorrenza si sia rivolto alle alte sfere della MSC perché intercedessero in società a Sorrento… ). I giovani sono il presente ed il futuro del Sorrento. Noi crediamo nella loro educazione sportiva e pretendiamo che anche i loro genitori (che il Presidente Castellano incontra personalmente ad uno ad uno) seguono la linea che stiamo tenendo ormai da anni. Il tutto si riassume così: allo stadio, mamme e papà vengono a fare il tifo per il Sorrento e non certo solo per loro figlio.
Sorrento la Penisola Sorrentina non “producono” campioni del calcio: con Di Leva cambia questa tendenza?
Quello che so è che il calcio è sacrificio e tante privazioni specie quando si è giovanissimi.
Da un po’ di tempo molte società importanti si vanno vive per i giocatori del Sorrento, e questo deve significare qualcosa…
Il Sorrento ed i tifosi.
Con loro ho un bellissimo rapporto. Sono andati aumentando anno per anno. All’inizio erano appena una decina; oggi a malapena riusciamo a dare spazio sugli spalti a tutti. Da tifoso capisco quello che si prova a tifare per il Sorrento. So quello che hanno (e abbiamo) sofferto nelle categorie regionali e condivido la soddisfazione per la terza serie nazionale. Da giovane seguivo la squadra anche in trasferta e mi divertivo con i miei amici di allora, che sono anche quelli di oggi. Purtroppo il nostro impianto (lo Stadio “Italia”, ndr.) non è adeguato alla passione della gente della Penisola Sorrentina; andrebbe rifatto daccapo, ma per ora non è possibile. Abbiamo la fortuna che l’amministrazione comunale di Sorrento, con il delegato allo sport Mario Gargiulo a seguirci da vicino in ogni cosa, ci è molto vicina e ci aiuta a rimettere in sesto tutto il possibile. C’è un progetto per la nuova tribuna centrale da 2000 posti circa, completa di tribuna stampa, che dovrebbe realizzarsi presto. Per il momento stiamo rimettendo a nuovo gli spogliatoi, per dare la giusta accoglienza alle società di un certo livello che affrontiamo via via.
L’avventura in C1 parte con grandi nomi arrivati a rinforzare un gruppo vincente. Dove arriva il Sorrento di Provenza?
Prima di parlare dei nuovi acquisti vorrei dire che sono molto legato ai ragazzi che sono rimasti (ben 14 del gruppo che ha vinto la D e la C2, ndr.), così come mi sento legato a quelli che sono andati via. A loro dobbiamo gran parte delle vittorie ottenute. Oggi il Sorrento è in C1 grazie ad un gruppo “storico” che accoglie nel migliore dei modi i vari Brunner, Fragiello, Nicodemo, Piccioni e tutti gli altri. Con loro e sotto la guida di Mister Provenza daremo il massimo per tenerci stretta la categoria e chissà, magari toglierci qualche bella soddisfazione…
Salvatore Siviero
Questo Blog è realizzato per tutti quelli che hanno il coraggio di pensare e poi fare. Siamo certi che per ogni cosa esistano più verità, noi proviamo a mettere giù la nostra...
ALFREDO
Giugno 23rd, 2008 alle 4:57 pm
VORREI DIRE AL PRESIDENTE CASTELLANO CHE O UN MISTER CHE FA PER LUI NULLA A PREDENDERE ,ANTONIO POMMELLA ,LA SUA SCHEDA PARLA CHIARO E UN GRANDE PER I GIOVANI ,E DI AVERSA ,E DA GIOVANE ERA UN BOMBER CHIAMATELO SOLO PER UN COLLOQUIO CHE NO VI COSTA NIENTE ,(NULLA A PREDENDERE)