per chi ha qualcosa da dire…
“Hai torto marcio, te lo dicono in tanti. Hai torto marcio, come fai a non accorgertene!”
Quante volte abbiamo sentito queste frasi! A volte sono state addirittura per noi, e quindi, sfido chiunque a dire di non conoscerle. Faccio una premessa: questo “pezzo” è diretto a due persone in particolare, anzi tre. Le prime due le conosco personalmente, ed io tengo a loro molto più di quanto sono riuscito a dimostrare loro; la terza è Don Fabio Capello. È proprio l’allenatore italiano che mi ha dato “il la” per queste righe, vincendo il campionato in Spagna dopo un anno intero di critiche e chiacchiere pesantissime. Gente come Cassano, Emerson, Beckham, Ronaldo, Raul, Robinho, a rivendicare la loro importanza, a suon di contratti milionari e fama conquistata sui campi del mondo, e lui a imporre loro la panchina e anche la tribuna! Tutto questo mentre la stampa lanciava inviti ad accompagnare il Signor Don Fabio alla frontiera, ad ogni partita giocata male. Per lui persino l’umiliazione della panolada, i fazzoletti bianchi che significano “addio”, “vattene via”. Tutto questo mentre lui si chiudeva a riccio contro tutto e tutti, meditando su come battere tutti e anche tutto. E proprio questi “tutti” erano tanto impegnati a dire al mondo che Don Fabio stava sbagliando, che lui piano piano, da solo, rimetteva su la barca del Real Madrid.
“Ma perché se tutti voi dite che è sbagliato, lo devo pensare anche io?”. Chissà, magari pensava proprio questo Mister Capello quando metteva fuori il Signor Ronaldo, e poi Cassano, e poi Beckham, e poi ancora il fidato Emerson e via via tutti quelli che non accettavano la sua guida.
Ebbene alla fine ha vinto lui. Si sbagliavano tutti! Si, caro amico che legge, si sbagliavano tutti, e ieri sera al Bernabeu, i fazzoletti bianchi sventolavano per salutare il trionfo del condottiero burbero, deciso e solitario, ma vincente!
Togliamo via dalla testa l’idea che la massa ha sempre ragione. In questa società, e mi riferisco alla mia amata Penisola Sorrentina, quelli che seguono e fanno massa, senza pensare e portare un contributo, sono davvero tanti. Non è mica detto che abbiano ragione tutti!
Seguono questo o quel leader fatto di politica, soldi o magari carisma e sono pronti ad accusare dal mezzo del gruppo. Loro non pensano al bene, loro accusano e non si ricordano nemmeno perché.
Scegliere di essere “uno” e non “la massa”, dalle nostre parti è come esporsi al tiro dei cecchini nel mezzo di una città assediata (sono cosciente di quanto siamo fortunati a vivere in pace, perdonatemi il paragone forse irriguardoso, ma è per far capire meglio il concetto…). Essere “uno”, significa dire e fare quello che si pensa, senza nascondersi. Significa anche sbagliare, ma farlo da soli.
Chi decide di essere “uno”, può diventare “unico”, e può passare per “uno scemo”, o peggio ancora “un pazzo”. Può anche darsi che diventi “uno buono”, ma Dio solo sa quanto costa.
Beh, a questo punto, può e deve valere la pena di portare avanti quello che ci dice il cuore fino in fondo. Siamo davanti a 20 persone che la pensano diversamente da noi? Poco male. Se siamo convinti, facciamoci coraggio. Solo chi ha coraggio butta giù i muri. Un muro (e a Sorrento ne sappiamo qualcosa…) a volte è più fradicio di quanto appare. Con una spallata magari rimane in piedi, ma se si va avanti a spallate, può darsi che tutto venga giù. A quel punto, gli amici ed i meno amici, che ci criticavano dal mezzo della massa, verranno a farci le congratulazioni.
Ecco, quello è il momento in cui avremo il diritto di lasciarci andare come ha fatto Don Fabio appena ieri sera. Vincere è da tutti; vincere contro tutti è davvero solo per quelli che sono “uno”.
Non è vero che 20 persone hanno ragione e noi torto. Non è vero che i muri non vengono giù…
Salvatore Siviero
Questo Blog è realizzato per tutti quelli che hanno il coraggio di pensare e poi fare. Siamo certi che per ogni cosa esistano più verità, noi proviamo a mettere giù la nostra...
...qualcuno che vive da anni fuori dal sistema
Giugno 18th, 2007 alle 9:38 pm
…l’importante non è quello che troviamo alla fine di una corsa….l’importante è quello che proviamo durante la corsa…