Pier Paolo Marino (D.G. Napoli)
Gennaio 14, 2007 | Autore: Salvatore | Archiviato in: Sport Interviews
La Napoli “pallonara” di questi tempi vive giorni di grande esaltazione. Lo Stadio San Paolo, che fu il tempio del grande Maradona, dopo la dura esperienza della Serie C si sta riempiendo come ai vecchi tempi. La squadra del Presidente De Laurentiis e del Direttore generale Marino, è in Serie B, ma per i partenopei dalla passionalità senza limiti, sembra già che gli azzurri competano chissà per quale torneo continentale.
La Serie B di quest’anno, in effetti, per la presenza di Madama Juventus, per il Napoli, il Genoa, il Bologna e tanto altro ancora, ha un sapore ed un impatto mediatico notevole e sarà ricordata come il “campionato cadetto” più interessante mai visto.Vediamo di capire qualcosina in più proprio con Pierpaolo Marino, che abbiamo incontrato nel suo ufficio di Castelvolturno, dove si allena il Napoli.
Direttore, il lavoro della nuova S.S.C. Napoli ha riportato l’entusiasmo in una città incredibilmente innamorata del calcio. Da queste parti, quando qualcosa va male e si soffre, con filosofia tutta napoletana usano un’espressione: “ addà passà ‘a nuttat’(deve passare la notte…)”. Il San Paolo si riempie di nuovo, e la squadra lotta per tornare in A: “ la “nuttat’ è passata?”
(Marino sorride, ndr.) Lo diremo quando saremo tornati in Serie A. Siamo sereni e portiamo avanti fiduciosi il nostro programma, ma per ora, dopo due anni di lavoro, e con una società sana, ,mettiamola così, siamo all’alba! Ci sono giorni che sembra non si parli d’altro. In fondo cos’è il calcio?
Lo definisco con tre aggettivi:
- passione
- spettacolo
- senso di appartenenza
E a Napoli cosa significa questa parola?
Passione, spettacolo, senso di appartenenza e vita. Io dico sempre che chi non ha fatto calcio a Napoli, non conosce fino in fondo la vera esaltazione sportiva. E Napoli, per il calcio cos’è?
Napoli è una grandissima piazza, rappresenta uno strumento di propaganda, fatturabilità e confronto per le tifoserie.Che futuro ha la squadra azzurra?
Lavoriamo affinché sia roseo. Il Presidente De Laurentiis ha un progetto lungimirante ed ambizioso e noi crediamo in questa sua “visione”.Cosa è cambiato da quando lei, giovane dirigente, festeggiava i trionfi degli azzurri di Maradona?
Innanzitutto sono passati tanti anni e poi il calcio ora si gioca di più sul piano fisico. Quello che però in Italia non è cambiato è la mentalità. Noi stiamo lavorando affinché lo stadio possa essere anche un punto di ritrovo al di la della partita(sullo stile nord-europeo, ndr.), ma ci troviamo a fronteggiare una mentalità radicata e difficilissima da scardinare. Quella stessa mentalità, che per esempio a Napoli, però è capace di regalare l’esaltazione sportiva di cui parlavo prima.
Quest’anno la Serie B è una sorta di A2. Cosa ne pensa il Direttore generale di una delle squadre favorite per la vittoria finale?
È un campionato interessantissimo e sarà molto difficile per noi e per tutte le pretendenti. Sono sicuro che la Juventus vinca il torneo, perché ha una squadra incredibile per la categoria. Poi vedo bene il Rimini, al quale pochi danno credito, il Genoa, e a seguire il Napoli con il Bologna.
Salvatore Siviero
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