per chi ha qualcosa da dire…
A Castellammare di Stabia(Na) mangiano “pane e pallone”. In città si vive per il gioco del calcio; Napoli è a pochi chilometri e la passione degli “stabiesi” per la maglia azzurra dei partenopei e irrefrenabile. Nella città famosa per le acque e le terme, però il cuore batte talmente forte che si può permettere addirittura due amori: il Napoli e la Juve Stabia. Che giochi l’una o l’altra squadra la città sembra vivere solo per il gioco che qui chiamano semplicemente “o’ pallone”.
È qui che comincia la storia di Fabio Quagliarella, 23 anni, stabiese del quartiere Nunziatella e la maglia blucerchiata della Sampdoria saldamente sulle spalle.
Fabio, a 23 anni hai già un bel po’ di partite da professionista al tuo attivo. Sei parte del reparto offensivo di Walter Novellino, in una squadra che per tradizione e organico, deve puntare alla parte alta della classifica. Come si arriva dove sei tu, come si diventa calciatori di Serie A?
È un sogno. Si culla piano piano, con tanti sacrifici. A tredici anni sono andato via da Castellammare perché volevo provarci. Ora mi guardo indietro e sono contento di averlo fatto. Non è stato facile andare via di casa e lasciare la famiglia, gli amici ed il posto dove sono cresciuto.
Hai già vestito la maglia granata del Toro, quella della Fiorentina Viola, dell’Ascoli, del Chieti ed ora sei alla Samp. Cosa significano queste squadre per un giovane calciatore?
Il Toro ha un cuore grande. Non è leggenda te lo assicuro! C’è un grande ambiente, una grande società e poi quello che si dice della maglia granata è difficile da spiegare. Lo capisci solo se la indossi.
La Fiorentina quando ci ho giocato io(2002/03, ndr.) era una società nuova e aveva una montagna enorme da scalare. La città, la gente e tutto l’ambiente intorno alla società però trasmettevano una grande voglia di fare bene. È stata una bellissima esperienza.
Chieti e Ascoli sono state situazioni differenti come è ovvio, considerando la storia delle squadre che ti ho citato, ma conservo esperienze fantastiche di entrambe. A Chieti poi ho avuto la fortuna di trovare Dino Pagliari che mi ha guidato ad una stagione fantastica con 17 gol!
Oggi sei alla Sampdoria…..
Ti confesso che quando ho saputo dell’interessamento della Samp ho fatto di tutto per raggiungere Mister Novellino a Genova. Sono appena arrivato ma ho avuto la sensazione di serietà nell’ambiente e grande grande entusiasmo intorno a noi. A Marassi poi ho anche segnato una doppietta nella serata della presentazione; è stato esaltante. Il pubblico doriano è meraviglioso.
Facciamo un passo indietro. Torniamo nella tua Castellammare a quando eri bambino.
Il calcio per me ed i miei amici è sempre stato “il gioco”. Giocavo con gli amici di oggi. Ero tutto il giorno con loro, ed oggi, anche se vivo lontano, li sento e appena posso vado giù a casa a passare un po’ di tempo con loro e la mia famiglia, alla quale tengo tantissimo. E poi c’erano la Scuola Calcio e quindi la squadra dalla quale sono passato al Toro a 13 anni, la Junior Gragnano.
Al Torino ho cominciato a capire cosa significasse essere un calciatore.
Per un calciatore la Serie A è un punto di arrivo. Ci descrivi il tuo esordio nella massima serie?
Era il 14 maggio 2000, Torino-Piacenza, Ferrante, Ferrante, Giardino, alla fine vinciamo noi 2-1!
Pensa che io giocavo negli allievi ed il sabato avevo giocato con i ragazzi della primavera che erano logicamente più grandi di me. Immagina la mia emozione quando a fine partita, l’allenatore mi dice che sono convocato per la prima squadra. E non finisce qui! Mi aspetto di andare in panchina a godermi uno spettacolo che per me è un sogno, invece al primo minuto della ripresa sono in campo: che emozione!
Fabio Quagliarella da allora è cresciuto ed ha girato un bel po’, confrontandosi con tanti calciatori e soprattutto tanti campioni. Qual è quello che preferisci?
Shevchenko senza dubbio. So che è stato al centro di tante polemiche per l’addio al Milan ed il bacio alla maglia del Chelsea al primo gol ufficiale, ma voglio parlare solo di quello che vale come calciatore, e credimi è immenso!
La Samp al via in questa nuova stagione post-calciopoli ha Flachi, Bonazzoli ed un bel gruppo di “papabili” per la Nazionale di Donadoni. Ora poi, in più ha anche un certo Quagliarella…
A cosa puntate?
Non si può dire tanto a questo punto della stagione. Quello che sono sicuro di poter affermare è che abbiamo una gran voglia di fare bene e riscattare la parte finale del campionato scorso.
E di certo lotteremo su ogni pallone contro chiunque.
Salvatore Siviero
Questo Blog è realizzato per tutti quelli che hanno il coraggio di pensare e poi fare. Siamo certi che per ogni cosa esistano più verità, noi proviamo a mettere giù la nostra...
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