per chi ha qualcosa da dire…
Napul’è mille culure, Napul’ è mille paure, Napul’ è ‘na carta sporca, ‘E nisciune se n’emporta, Ed ognuno aspetta a ‘ciorta..
Parole e musica griffate Pino Daniele per presentare un giocatore, un ragazzo napoletano che sembra portare dentro tutte le caratteristiche cantate(e decantate) dal cantautore partenopeo. Abbiamo incontrato Pasquale Foggia, il trequartista del Rione Traiano di Napoli che tra pochi giorni si unirà al Milan di Carlo Ancelotti.
Il giovanotto a differenza di quello che canta Pino Daniele non aspetta “la ciorta”(che tradotto dal napoletano vuol dire “non aspetta che gli arrivi la fortuna, che a Napoli si chiama “ciorta” appunto, ndr.), anzi, a dare uno sguardo al suo curriculum calcistico, piuttosto che aspettare, si è dato tanto da fare sui campi di provincia inseguendo quello che lui definisce “la vita”, cioè giocare a pallone!
La scelta in musica per presentare il terquartista di Claudio Gentile nell’ultima Under 21 appare decisamente appropriata per un ragazzo che fa dell’estro e dell’imprevedibilità la sue doti più in vista. A vederlo giocare e poi parlare con lui, viene in mente proprio la musicalità e la gioia di giocare a calcio. Pasquale comincia a giocare, come tantissimi bambini, sotto casa, per la strada, tra i vicoli del Rione Traiano, non lontano dallo Stadio San Paolo, teatro delle gesta del Napoli più grande che si ricorda, quello di Diego Maradona, Careca e tantissimi altri campioni degli anni 80’.
Ed è proprio negli anni 80 comincia la storia di Pasquale con il pallone. Una storia che a sentire lui, assomiglia tanto alla favola che tutti i bambini italiani sognano di vivere. A cinque anni, Gigi Attanasio lo porta alla Scuola Calcio del Cral Banco di Napoli e lo segue giorno dopo giorno, pensando che un giorno, magari, quel piccoletto giocherà in Serie A.
Qui comincia la storia di Pasquale Foggia e comincia anche la nostra chiacchierata. È un intervista in due lingue(italiano e napoletano, ndr.) con un ragazzo semplice e determinato, un ragazzo che sta per sbarcare a Milano(sponda Milan) con serenità e umiltà che colpiscono. Ci sono i sogni e le speranze che ricorrono spesso e c’è la realtà che non deve mancare mai a chi entra in punta di piedi in una delle tre Grandi d’Italia:
Pasquale chi ti ha insegnato a giocare a calcio?
“Per fortuna il calcio mi è nato dentro. Penso di essere nato con la passione e la voglia di calciare un pallone. Il resto poi è venuto da solo nelle strade di casa, al Rione Traiano. Lì si gioca fino a che il sole cala e la luce non basta più.Dove hai conosciuto il calcio “dei campi e delle partite con le maglie uguali”, come lo definiscono i bambini?
“Beh a cinque anni, quello che è stato il mio primo vero allenatore, Gigi Attanasio, mi ha portato al campo del Cral Banco di Napoli. Ho fatto tutta la trafila della Scuola Calcio e fino a 10 anni sono stato con lui, sui campi vicino casa”
Cosa è per te il calcio?
“la vita”A questo punto ci fermiamo per qualche secondo. La risposta è stata velocissima e sicura. Una risposta secca che per quanto breve, dice praticamente tutto. Sintetizza la voglia e la passione di un ragazzo che ha saputo guadagnarsi con tanta gavetta, il palcoscenico più ambito, quello della “Scala del calcio”. È bello sentire che questo calcio tanto bistrattato in queste settimane rappresenta addirittura “la vita”.
E allora di questo gioco così bello ai tuoi occhi, qual è la stella più luminosa? Chi è il tuo idolo?
“Maradona!”
Il tono di Pasquale cambia. La voce si fa emozionata e comincia a parlare in napoletano:
“simm’ napulitan’, siamo napoletani, ci dice sicuro come si invola sulla fascia. Maradona è il massimo e per chi come me è nato e cresciuto a Napoli, definire l’amore per lui è quasi impossibile.
Ma c’è tra i giocatori di oggi, qualcuno che ammiri più degli altri, qualcuno che ti piace per il modo di essere in campo e fuori?
“Kakà è il mio idolo. Penso che sarà bellissimo guardarlo da vicino al Milan e “rubargli” un po’ di mestiere”
Visto che hai tirato in ballo il Milan, che significa per te Milano?
“E’ una grande città. E’ la città dove andrò presto a vivere ed è anche la città di una squadra fantastica; una squadra che rappresenta, penso, il sogno di tantissimi giocatori”
Che ruolo ti piacerebbe ricoprire in squadra?
“Innanzitutto devo guadagnarmi la stima ed il rispetto in campo dei campioni della squadra rossonera. Se poi dovessi proprio scegliere come giocare, direi trequartista o seconda punta.”
Sei stato tra i migliori della sfortunata spedizione azzurra dell’Under 21 agli ultimi Europei in Portogallo. Volando un po’ sulle ali della fantasia, immagina per un attimo la maglia azzurra “dei grandi”, quella che è stata di campionissimi come Rivera, Rossi, Baggio e gli attuali Totti e Del Piero, solo per citarne qualcuno.
“vestire la maglia dell’Italia è una soddisfazione enorme. Credo sia qualcosa estremamente difficile da spiegare. È qualcosa di forte, emozionante, bellissimo!”
Continuiamo a giocare con la fantasia, chi ti piacerebbe vedere accanto a te nella Nazionale del futuro?
Pasquale sorride e dopo qualche secondo di esitazione sta al gioco e si lascia andare.
“Va bene, allora diciamo che vorrei Palladino sicuramente. Poi mi piacerebbe avere Kakà, ma temo che non sia possibile, ed allora dico Totti, Aquilani e perché no, il mio amico Mirante.”
I prossimi Campionati del Mondo sono in una terra affascinante e misteriosa, una terra molto lontana e piena di passione per il calcio, il Sud Africa. Pensi mai che potresti esserci?
“Confesso che un pensierino ai prossimi mondiali africani, come tutti i ragazzi che giocano a calcio da professionisti, l’ho fatto. Non ci sono mai stato ma il mio ex compagno di squadra Nonvete me ne ha parlato e mi ha fatto un quadro meraviglioso di questa terra lontana. Sarebbe davvero un sogno giocare per la Coppa del Mondo laggiù.”
Parlando di Nazionale A, c’è però un altro grande appuntamento che precede Sud Africa 2010, gli Europei di Austria-Svizzera 2008.
“Vabbè visto che ci stiamo dicendo tutto, dico la verità, ci spero. Spero di poterci essere ma c’è tanto da sudare e tantissimo da imparare.”
Qualcuno ha detto che al sud c’è ancora tanta voglia di sognare. Qual è il tuo sogno?
“Il Napoli. Un giorno vorrei giocare nella squadra della mia città. Realizzerei il sogno che condivido con tutti quelli che come me sono ragazzi e uomini oggi ed allora erano i bambini che giocavano a pallone al Rione Traiano”
Il calcio è tanto chiacchierato. Se ne parla al bar, in ufficio, in casa, per strada, in macchina, insomma ovunque. Hai mai pensato a quello che la gente dice di te? Cosa ne sai?
La risposta di Pasquale è ancora in napoletano ed è accompagnata da una bella risata: “dicono che romp’ ‘o c……(dicono che rompo il c…..)”
E tu cosa pensi di te? “Che sono uno che deve lavorare tanto e migliorare se vuole raggiungere gli obiettivi”
Chi è Pasquale Foggia quando non gioca e pensa al calcio?
“Sono un ragazzo normale. Amo passare più tempo possibile con la mia compagna Serena e con mio figlio Alessandro che ha tre anni. Loro sono sempre con me e mi danno la carica quando sono giù.”
Salvatore Siviero
Questo Blog è realizzato per tutti quelli che hanno il coraggio di pensare e poi fare. Siamo certi che per ogni cosa esistano più verità, noi proviamo a mettere giù la nostra...
Lascia una risposta