per chi ha qualcosa da dire…
Il “guardiano” degli azzurri è un tifoso del Napoli. Alla seconda stagione tra i pali, Gennaro Iezzo, da Castellammare di Stabia(Na) ha il compito di difendere la porta degli uomini di Edy Reja in un campionato che di seconda serie ha ben poco.
Dopo la dura palestra della serie C, Gennaro prova a portare con le sue parate, il Napoli in serie A. L’anno scorso ha rinunciato a giocare tra i “più bravi” per l’amore che lo lega alle sue origini.
Gennaro, dopo calciopoli e i fantastici mondiali di Germania, è venuta fuori una super Serie B. Il Napoli non può nascondersi, deve essere protagonista anche essendo una neo promossa. Dove arriverete?
È indiscutibile che siamo una bella squadra, però per capire questa B ci vogliono almeno una decina di partite. Il campionato è lungo e difficile e noi ne siamo coscienti. Per ora dobbiamo lavorare, lavorare e ancora lavorare.
Facciamo un passo indietro, tu che hai cominciato a giocare da professionista alla fine degli anni 80’ cosa pensi del calcio di oggi?
È una cosa davvero importante, e penso che per me lo sarà per tutta la vita.
Cosa significa per un napoletano vestire la maglia del Napoli?
È un sogno. Io sono tifoso del Napoli e sono di Castellammare di Stabia.
Per chi è delle nostre parti, forse è persino superfluo usare le parole.
La sensazione di giocare al San Paolo?
Ti dico solo che il solo entrare nella pancia del San Paolo con il pullmann ti da i brividi. Tutta la gente che ti incita e ti applaude è qualcosa di meraviglioso, ma è solo il preludio alla sensazione (che non so descriverti) di quando esci dal sottopasso sotto la curva.
Tu hai giocato in Serie A. Che si prova?
Per me Serie A significa sfidare i migliori. Ci sono riuscito con il Cagliari e con me c’era un grande uomo, Gianfranco Zola. Ora vorrei riprovare quelle sensazioni con il mio Napoli.
Il Napoli era in C ed ora in B, quanto ti è costato?
Per me è una sfida ed è un atto d’amore che non mi pesa affatto. Giocare a Napoli in B o in C è pari alla Serie A da tante altre parti. È chiaro che non è Serie A ma spero di arrivarci presto.
E ora so che sarò parte dei progetti futuri della società che sta lavorando davvero bene.
Pochi mesi fa hai vissuto una situazione molto “forte” dal punto di vista dei sentimenti sportivi: la partita di Castellammare col Napoli(Juve Stabia-Napoli 3-1, ndr.).
Ho giocato in casa tra la mia gente. Essere applaudito dai miei concittadini ed amici è stata un’emozione forte. La partita, credimi era l’ultima cosa che volevo perdere. Fino al 2-1 del primo tempo ci credevo, poi siamo andati sempre peggio e così è finita come tutti sanno.
Beh, evidentemente il gioco “del pallone” riesce ancora a trasmettere emozioni vere. Ma cosa sta succedendo al calcio?
Qualcosa di brutto. Qualcosa che stentiamo a credere persino noi che lo viviamo da anni. Ti devo dire però che il nostro calcio è cambiato. Anni fa c’erano delle sensazioni nell’aria che oggi stento a trovare. Mi sembra che tutto quello in cui credevamo noi quando ho cominciato a fine anni ottanta stia svanendo poco a poco. Vorrei davvero si facesse chiarezza e giustizia perché amo profondamente giocare a pallone e non mi va che la gente sia delusa proprio da noi calciatori.
Dopo la soddisfazione di giocare per la tua squadra del cuore, che cosa sogna un portiere di 32 anni, ormai esperto?
Facciamo così, te ne dico tre pensando proprio in grande: Serie A, Nazionale e Scudetto con il Napoli.
Sei stato vicino alla convocazione in Nazionale. Eri il portiere del Cagliari di Zola.
L’ho sognata e quando ero al Cagliari sono stato addirittura messo in preallarme per la trasferta negli Usa. Ora non ci penso più tanto ma si sa che per un calciatore che gioca in serie A, è il coronamento alla carriera.
L’ultima domanda è un pronostico. Chi vince questa Serie B che ormai in tanti chiamano A2?
Facciamo così, faccio i nomi delle squadre che mi piacciono di più: Juventus, Genoa, Bologna e Rimini.
E il Napoli?
Non lo dico, venite al San Paolo e giudicate voi……..
Salvatore Siviero
Questo Blog è realizzato per tutti quelli che hanno il coraggio di pensare e poi fare. Siamo certi che per ogni cosa esistano più verità, noi proviamo a mettere giù la nostra...
Mittu
Dicembre 11th, 2008 alle 2:57 pm
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